Mercoledì 4 settembre

16:30 • museo diocesano • € 6,00
Elisa Macellari, Elvira Mujcic e Anna Osei con Fabio Veneri
LE FRONTIERE APERTE DELL’ITALIANO
READ ON PASSPORTS
Una vivace rappresentanza della letteratura italiana del ventunesimo secolo prende posto sul palco di Passports: sono donne, giovani, con storie familiari che partono da paesi più o meno lontani (Bosnia, Ghana, Thailandia) per arrivare a incrociarsi nel nostro paese. L’italiano è la lingua in cui nascono i loro racconti, sia che parlino di memorie dell’Estremo Oriente, di Balcani e ferite di guerra mai rimarginate, di razzismo quotidiano, strisciante, onnipresente. C’è qualcosa di straniero in tutto questo? Elisa Macellari (Papaya Salad), Elvira Muj?i? (Dieci prugne ai fascisti, Consigli per essere un bravo immigrato) e Anna Osei (Destinazione sostanza) rivelano a Fabio Veneri (Social classici) come la scrittura possa essere uno strumento di partecipazione attiva alla vita della comunità di cui ci si sente parte e aiutare a ripensare identità, vere o presunte.

Venerdì 6 settembre

17:45 • palazzo san sebastiano • € 6,00
Gianni Farinetti e Gesuino Némus con Marco Malvaldi
RADICI IN GIALLO
Gesuino Némus vive da molti anni a Milano ma ambienta i suoi gialli (La teologia del cinghiale, Ora pro loco, Il catechismo della pecora) nella Sardegna di cui è originario; Gianni Farinetti (Un delitto fatto in casa, Rebus di mezza estate) ambienta i suoi mistery nelle Langhe prendendo anche ispirazione dalla storia della sua famiglia. Entrambi arrivano al Festival con l’episodio più recente delle loro saghe in giallo: con La bella sconosciuta lo scrittore piemontese chiude la serie con protagonista Sebastiano Guarienti, mentre Némus in Il catechismo della pecora ci riporta ancora negli anni Sessanta nel paesino immaginario di Televras. Ma cosa hanno in comune questi due autori? Spetterà a Marco Malvaldi, anche lui abbonato alla serialità, scoprirlo per il pubblico del Festival.

 

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