Bella mia - Donatella Di Pietrantonio

Donatella Di Pietrantonio

Donatella Di Pietrantonio è nata e ha trascorso l’infanzia ad Arsita, in provincia di Teramo.
Ha esordito nel 2011 con il romanzo Mia madre è un fiume, vincitore di numerosi premi e tradotto in Germania.
Vive con il compagno e il figlio a Penne, in provincia di Pescara, dove esercita la professione di dentista pediatrico.

I suoi amici curano il blog e la pagina Facebook dedicati al suo primo libro, Mia madre è un fiume, dove si può restare aggiornati su notizie, incontri e presentazioni cui partecipa Donatella.

La trasmissione Billy del TG1 ha realizzato una bella intervista che si può ascoltare e vedere qui.

Anche Fahrenheit di Radio 3 ha ospitato Donatella Di Pietrantonio per confrontarsi sul suo primo romanzo. L’intervento è disponibile sul sito della radio.

Dello stesso autore:
Donatella Di Pietrantonio

Bella mia




Collana Scatti

pp. 192

17,50
€ 14,88
Marzo 2014
ISBN 9788861924345

Dopo il successo d’esordio di Mia madre è un fiume, Donatella Di Pietrantonio torna a incantare il lettore narrando la storia di una donna che si ritrova a improvvisarsi madre, nonostante quell’idea di sé fosse stata abbandonata da tempo, con un adolescente taciturno e scontroso.

È ciò che succede alla protagonista e io narrante di questo romanzo quando la sorella gemella, che sembrava predestinata alla fortuna, rimane vittima del terremoto de L’Aquila. Il figlio Marco viene affidato in un primo tempo al padre, che però non sa come occuparsene.Prendersi cura del ragazzo spetta dunque a lei e alla madre anziana, trasferite nelle C.A.S.E. provvisorie del dopo-sisma.

Da allora il tempo trascorre in un lento e tortuoso processo di adattamento reciproco, durante il quale ognuno deve affrontare il trauma del presente, facendo i conti con il passato. Ed è proprio nella nostalgia dei ricordi, nei piccoli gesti gentili o nelle attenzioni di un uomo speciale, che può nascondersi l’occasione di una possibile rinascita.

Bella mia è un’opera che parla con straordinaria forza poetica dell’amore e di ciò che proviamo nel perderlo ma, soprattutto, della speranza nella ricostruzione: la ricostruzione di una città offesa che attende ancora il suo riscatto e quella, faticosa, degli affetti intimi e della fiducia nella vita.

Leggi le prime pagine del libro

 L’autointervista di Donatella Di Pietrantonio sul suo nuovo romanzo

Cosa c’è dentro questo nuovo romanzo?

In primo piano la perdita. Ognuno dei tre personaggi centrali declina ed elabora a suo modo un lutto devastante, che riguarda un’unica donna scomparsa, madre di uno, figlia di un’altra, gemella della voce narrante. La coabitazione forzata dei protagonisti genera una struttura familiare inconsueta, dove ciascuno è intento, in maniera più o meno inconsapevole, alla ricostruzione lenta e lacerata di sé, sotto lo sguardo degli altri due. E uno di loro, amputato della presenza materna, deve anche affrontare la fatica di crescere, guadare la fase adolescenziale.

Chi è “Bella mia”?

La domanda non è “chi”, ma “cosa”. Bella mia è L’Aquila in un canto popolare, è la traduzione dal dialetto di un verso che dice “L’Aquila bella me, te vojio revete’”. Un sentimento di nostalgia che viene ad assumere un senso molto più profondo e struggente dopo la devastazione prodotta dal terremoto dell’aprile 2009. Diventa nostalgia collettiva non solo per la città in sé, ma soprattutto per la trama delle relazioni umane, tra vicini, tra parenti, in parte disgregate dopo la “deportazione” degli abitanti nella periferia frammentata e dispersa costituita dalle 19 “new town” variamente dislocate nel territorio comunale.

Come si muovono i personaggi?

Si trasformano e non lo sanno, e trasformano il loro dolore pur conservandone intatta la portata. Soprattutto è evidente l’evoluzione dell’io narrante, una donna che aveva scelto di non vivere l’esperienza della maternità, di cui si sentiva incapace, e che è invece chiamata dalla morte della gemella ad assumerne il ruolo materno. Il suo senso di inadeguatezza, le paure e i dubbi, le decisioni da prendere quotidianamente riguardo al nipote, in assenza di una figura paterna incisiva, la portano gradualmente a sviluppare una capacità di contenimento che somiglia molto a quella di una madre.

Donatella Di Pietrantonio ospite di Uno Mattina Caffè il 2 aprile 2014, il giorno in cui Bella mia è stato presentato al Premio Strega


Argomenti: Letteratura, Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
©2013 Elliot edizioni - P.IVA 09096841003 - Termini e condizioni d’uso - Norme sulla privacy