copertina di Ciao papà

Juan Damonte

Juan Damonte (1945-2005), argentino, era fratello dello scrittore e drammaturgo Copi (Raúl Damonte) e figlio di un importante uomo politico esiliato in Paraguay e poi in Messico dopo l’ascesa al potere di Perón. Esercitò con discontinuità il mestiere di giornalista e pubblicò in vita quest’unico romanzo. Nei suoi ultimi anni, alcolizzato, aveva fatto perdere le sue tracce.

Juan Damonte

Ciao papà


Traduzione di Raul Schenardi

Collana Raggi

pp. 195

14,50
€ 12,33
Novembre 2009
ISBN 9788861921078

Carlos Tomassini è membro di una famiglia di mafiosi italiani attiva a Buenos Aires negli anni più cupi della dittatura. Esce di galera e festeggia il suo trentesimo compleanno, ma la sua vita è complicata dall’alcol e dalla cocaina, dalla gelosia per la ex moglie – che ora se la fa con un altro gangster, il Francese –, dalla polizia che gli sta alle costole, e come se non bastasse gli viene chiesto di verificare che fine ha fatto un cugino, ebreo e comunista, rapito dagli squadroni della morte. Con l’aiuto della famiglia, Carlos conta di “mettere la testa a posto” molto presto con un’attività legale (anche se finalizzata al riciclaggio di denaro sporco), ma la ricerca del cugino scomparso finirà per assorbire completamente le sue energie, portandolo nel giro di pochi giorni a disseminare di cadaveri la sua strada prima di un rocambolesco quanto sconvolgente epilogo. Pubblicato nel 1995 in Messico in una collana diretta da Paco Ignacio Taibo II, Chau papá offre un inusuale punto di vista sulla realtà della dittatura, filtrata attraverso gli occhi di un malavitoso. Gli incontri con lo zio generale, un cugino guerrigliero e un prete abusatore, la discesa agli inferi fra i cadaveri dei desaparecidos, le scarne e ciniche allusioni alla realtà sociale e politica, danno un quadro vivido e impressionante di quegli anni bui, nel quale non mancano, secondo la migliore tradizione del noir, i lampi di humour nero.


Argomenti: Giallo e noir