FATINA SED def_Layout 1

Fatina Sed

Questa è la storia di Fatina Sed, nata a Roma l’8 marzo 1931, arrestata a Roma a tredici anni, deportata nel campo di sterminio di Auschwitz e sopravvissuta alla Shoah. Una storia scritta a penna su un quaderno trovato dopo cinquant’anni da sua nipote Fabiana Di Segni, che ha ricostruito tramite il racconto la parte mancante della vita di sua nonna e la sofferenza sua, delle zie e della madre. Un dolore che si è tramandato nelle generazioni successive e che ci mostra, con estrema verità e crudezza, Auschwitz come un trauma personale, famigliare ma anche e soprattutto collettivo: uno degli strappi più feroci alla nostra idea di umanità. Una testimonianza che ci aiuta a tener viva la memoria per renderla ancora attuale e mai vicina alla semplificazione o all’oblio.

a cura di Anna Segre e Fabiana Di Segni

“Tesoro, non puoi venire con me, devi guardare e aiutare tua sorella, tu sei più sveglia, lo sai che lei è timida e vergognosa. Non ti preoccupare, ci rivedremo tutti al campo.”

Fu l’ultima volta che vidi mia madre, questo è l’ultimo ricordo che ho di lei.

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Fatina Sed

Fatina Sed

Biografia di una vita in più




Collana Antidoti

pp. 91

13,50
€ 11,48
gennaio 2017
ISBN 9788869932281

Questa è la storia di Fatina Sed, nata a Roma l’8 marzo 1931, arrestata a Roma a tredici anni, deportata nel campo di sterminio di Auschwitz e sopravvissuta alla Shoah. Una storia scritta a penna su un quaderno trovato dopo cinquant’anni da sua nipote Fabiana Di Segni, che ha ricostruito tramite il racconto la parte mancante della vita di sua nonna e la sofferenza sua, delle zie e della madre. Un dolore che si è tramandato nelle generazioni successive e che ci mostra, con estrema verità e crudezza, Auschwitz come un trauma personale, famigliare ma anche e soprattutto collettivo: uno degli strappi più feroci alla nostra idea di umanità. Una testimonianza che ci aiuta a tener viva la memoria per renderla ancora attuale e mai vicina alla semplificazione o all’oblio.

a cura di Anna Segre e Fabiana Di Segni

“Tesoro, non puoi venire con me, devi guardare e aiutare tua sorella, tu sei più sveglia, lo sai che lei è timida e vergognosa. Non ti preoccupare, ci rivedremo tutti al campo.”

Fu l’ultima volta che vidi mia madre, questo è l’ultimo ricordo che ho di lei.

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Argomenti: Biografie generali, Consigli di lettura, Donne, Fascismo e nazismo, Memorie, Narrativa di ambientazione storica, Narrativa italiana, Olocausto