copertina di Fool

Christopher Moore

Christopher Moore è nato a Toledo (Ohio) e vive a San Francisco. È autore di dodici romanzi, molti dei quali sono best seller negli Stati Uniti, in Inghilterra, Francia, Germania e Giappone. In Italia sono usciti Un lavoro sporco, Il Vangelo secondo Biff, Suck!, Fool, Sesso e lucertole a Melancholy Cove e Demoni. Istruzioni per l’uso, tutti pubblicati da Elliot Edizioni. Ha vinto numerosi premi tra cui il prestigioso Quill Award per due volte consecutive. Il suo sito internet è chrismoore.com.

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Dello stesso autore:
Christopher Moore

Fool


Traduzione di Chiara Brovelli

Collana Scatti

pp. 336

18,50
€ 15,73
Novembre 2009
ISBN 9788861920941

Lear ha deciso di dividere il suo regno tra le figlie. Assegnerà la fetta più sostanziosa a colei che più delle altre gli dimostrerà il suo amore. Goneril e Regan sono più che pronte a blandire e adulare spudoratamente l’anziano paparino; ma Cordelia, la terzogenita nonché prediletta del genitore, non vuole abbassarsi a compiere un atto tanto eccessivo e falso. Risultato, viene data in sposa senza dote al “fottuto principe di Francia”. Lear impazzisce, mentre le sue care figliole cornificano i rispettivi mariti e tramano per accaparrarsi l’intero regno di Britannia. Un solo uomo può riportare un po’ d’ordine nel caos: è Taschino, il fool o Buffone del re. Arguto, piccolo e agile come una scimmia e dotato di un sarcasmo tagliente – talvolta rafforzato dalle lame dei pugnali che sa lanciare con grande abilità – con l’aiuto di un apprendista idiota tenterà di porre rimedio alle follie del vecchio re, avvalendosi del consiglio di uno spettro («C’è sempre un dannato spettro!») e delle pozioni di tre orribili streghe (giunte direttamente dal Macbeth). E, chissà, forse riuscirà persino a riportare in patria l’amata Cordelia, che da sempre ha ammaliato il suo cuore. Un re folle, le sue figlie scapestrate, spettri che parlano in rima e un castello pieno di intrighi bollenti: Fool, il nuovo romanzo di Christopher Moore, prende spunto da una delle più grandi tragedie di Shakespeare per creare una black-comedy piena di “sesso, omicidi, sculacciate, mutilazioni e tradimenti gratuiti, volgarità e profanità portate a livelli finora inesplorati, oltre a una sintassi non convenzionale e a qualche sporadico atto di masturbazione!”.


Argomenti: Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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