TOPO CHUCHUNDRA_cover

Alarico Cassé

“Io? Io scrivo racconti. Le altre cose che faccio, i libri che leggo, le musiche che ascolto, la vita che vivo, le persone che amo mi rifiuto di concederle. Scrivere è già una concessione così vasta e completa del proprio io interno, che ho bisogno di difendermi rifiutando i dati esterni di me.”

Pare che dietro lo pseudonimo di Alarico Cassé si nasconda una donna italiana sulla cui identità non esistono certezze.

Alarico Cassé

Il Topo Chuchundra




Collana Novecento Italiano

pp. 252

0,17
€ 0,15
marzo 2017
ISBN 9788869933110

Una raccolta di racconti uscita per la prima volta nel 1963 per Feltrinelli nella collana diretta da Giorgio Bassani. Il titolo e il nome dell’autore sembrano condurci subito in atmosfere più sudamericane che italiane, mentre invece pare che dietro allo pseudonimo di Alarico Cassé si nascondesse una delle poche donne appartenute al Gruppo 63: Giuseppina Delle Case. Una donna con nome da uomo che di sé raccontava “Mi piacciono le giraffe, i tucani e i pesci d’acquario”, e che in questi racconti sa narrare con estrema maestria situazioni del quotidiano che mettono in scena miserie e virtù dei protagonisti. Incontriamo così la disperazione di una madre a cui hanno ucciso il figlio nel bosco, la curiosità della bambina Isabella che guarda con ammirazione la vecchia signora e la sua macchina per scrivere o l’ometto pauroso che non riesce neanche ad attraversare le strade trafficate di una rumorosa Roma anni Sessanta, messo all’angolo, come un topo.

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Internazionale


Argomenti: Coverslide, Narrativa italiana, Novecento italiano, Racconti