MINCHIA DI MARE_Layout 1 Arturo Belluardo

Minchia di mare


Davide vive nella borgata di una piccola città siciliana, una provincia avvolta nei suoi miseri rituali: la processione dell’Addolorata, la gara di sosia di Raffaella Carrà, le sanguisughe per i salassi, la perdita della verginità con le prostitute del lungomare. Una provincia in cui l’attualità degli anni Settanta filtra attraverso la televisione e i giornali, ma rimanendo in sottofondo, mai protagonista. Davide è un bambino prigioniero: di un’infanzia che sembra non finire mai, della vita degradata della periferia, di un padre violento che lo considera senza spina dorsale, un buono a nulla, una “minchia di mare”. Il suo passaggio dall’infanzia all’adolescenza sarà costellato da goffi tentativi di fuga dai risvolti grotteschi. Con la musicalità della lingua siciliana, Arturo Belluardo ci accompagna in uno scavo agrodolce dell’archeologia sentimentale, tra comicità e tragedia, per costruire un romanzo di formazione di grande originalità.

 

Peter Parker era il mio eroe. Quel caruso un po’ minchia di mare, pigghiato pu’ culu dai suoi compagni di scuola (un po’ come ammìa, ’nzomma). Quel caruso un po’ minchia di mare che riceve grandi poteri e grandi responsabilità dal morso di un ragno. Quel caruso un po’ minchia di mare che diventa un eroe perché ci ammazzano so ziu. Ora: io ero solo un po’ minchia di mare, non avevo grandi poteri e purtroppo mio padre non era morto

 

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NAZIONE INDIANA

Il Corriere del Mezzogiorno

collana Scatti
uscita 2017
pagine 185
ISBN 9788869932229

prezzo € 1500